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mercoledì 31 agosto 2011

VOICE OF THE FANS



Vi riporto, tradotto, questo bellissimo articolo pubblicato sul programma della partita di sabato scorso contro il Leeds, scritto da Liz (Elizabeth Edwards - presidente dei supporters clubs) nella sua consueta rubrica (Voice of the fans) dopo la frustrante sconfitta per 7 a 1 di Peterborough e la conseguente difficile settimana.
Questo articolo fa capire bene lo spirito tipico dei tifosi d’oltremanica, la loro mentalità, la loro dedizione verso il proprio club e la loro fantastica cultura sportiva. Un esempio insomma di ciò che ci fa amare il calcio inglese, aldilà del calcio giocato. Un esempio da seguire che mi fa essere orgoglioso di esserne tifoso appassionato.

C’è un tifoso dell’Ipswich, che probabilmente è qui oggi, che conosce molto bene questa storia.
Immaginate la sua eccitazione essendo ragazzino nell’aspettare la giornata calcistica del Boxing Day (in Inghilterra si ha la bellissima abitudine di giocare il giorno di Santo Stefano ndr). Era l’anno 1963. Suo padre lo portò con se per la prima volta a vedere una partita dell’Ipswich. Risultato finale: Fulham 10 – Ipswich 1.
All’uscita dallo stadio, dopo la partita, il ragazzino disse al padre: “Ora so per quale squadra tifare…” il cuore di suo padre affondò, per un istante per poi sobbalzare nuovamente, quando il ragazzino aggiunse: “…è l’Ipswich, hanno bisogno del mio sostegno!”.

A Peterborough mi sono ricordata di questa storia quando un ragazzo dietro di me mi ha detto che era la sua seconda trasferta…la prima è stata quella della scorsa stagione a Londra in FA Cup contro il  Chelsea (sconfitta 7 a 0 ndr).
Il ragazzo non ha di certo avuto un grande inizio per le trasferte ma non era scoraggiato; e quando assisterà alla prima vittoria del Town fuori casa sarà molto più dolce per lui!

È un po’ dura essere positivi dopo il risultato di London Road (lo stadio del Peterborough ndr) ma ci sono un paio di linee argentate tra l’oscurità totale e il cielo nuvoloso.
La prima è che quando abbiamo avuto i 4 di difesa titolari abbiamo vinto 3 a 0 a Bristol.
La seconda è una frase di David Pleat (ex giocatore, allenatore e ora commentatore sportivo inglese ndr) che dice: “Quando vinci non sei bravo quanto credi di essere e quando perdi non sei così male come loro (la stampa) credono che sei”.
Speriamo di non dover provare la seconda parte di questa citazione questo pomeriggio.

E così diamo il benvenuto al Leeds.
Abbiamo avuto delle divergenze e Ken Bates (il presidente del Leeds ndr) ha acceso la scintilla con recenti dichiarazioni.
È giusto però notare che il Leeds ha sempre l’aspettativa di essere al top di qualsiasi campionato giochi, questo aggiunge pressione alla squadra il che non è sempre d’aiuto.   

Loro avranno un grande sostegno, ma noi faremo di tutto per contrastarli fare altrettanto; ci proveremo e sono sicura che ci divertiremo.

di Elizabeth Edwards
dal programma della partita Ipswich – Leeds di sabato 27 agosto 2011 nella rubrica Voice of the fans.
(traduzione a cura di Simone Longo)

ITFCIB

mercoledì 17 agosto 2011

ITALIAN BRANCH IN TOWN! DIARIO DI BORDO



Day 1 – giovedì 4 agosto 2011 

Eccomi arrivato finalmente a Ipswich! Sono ormai le 22.15 quando il coach che collega l'aeroporto di Stansted al capoluogo del Suffolk mi lascia alla fermata della stazione.
Vado subito in hotel che dista 500 metri , poso lo zaino e non resisto; esco subito per andare a Portman Road che è circa a due minuti di distanza (lo si vede ad occhio nudo sia dalla stazione che dall’albergo): giusto il tempo di attraversare il ponte (il sir Bobby Robson bridge).
Anche se è buio l’emozione è tanta: vedo il gioco di ombre dal blu al nero che mi fa scorgere la sagoma della struttura e dei riflettori che si perdono nel cielo notturno e nuvoloso tipico dell’Inghilterra e la scritta luminosa posta all’esterno delle gradinate brilla come non mai…IPSWICH TOWN FOOTBALL CLUB…ci sono, il sogno è ora realtà!
Anche se il buio non mi consente di vedere appieno tutti i particolari, faccio un giro di perlustrazione per tutto il perimetro dello stadio; dalla Cobbold stand con la statua di Sir Bobby all’esterno, passando davanti allo shop e alla Bobby Robson stand fino ad arrivare alla biglietteria e alla main entrance dello stadio…
Soddisfatto faccio un salto in centro veloce giusto per orientarmi; poca gente, tutto chiuso, tranne un pub: lo Swan, pieno di ragazzi intenti a divertirsi tra birra e musica a tutto volume…decido di rientrare in hotel per riposarmi, il giorno dopo mi aspetta una giornata intensa!



Day 2 – venerdì 5 agosto 2011


Suona presto la sveglia, alle ore 7, ma io la anticipo alla grande; giusto poche ore di sonno profondo per recuperare dal viaggio del giorno precedente e poi eccomi lì sveglio nel letto con gli occhi sbarrati. L’emozione è tanta: ho appuntamento alle 9 alla reception principale a Portman Road con Camilla Haycock (Media&PR manager dell’Ipswich) che, dopo esser venuta a conoscenza del mio arrivo dall’Italia, si è gentilmente offerta di farmi fare un tuor privato dello stadio (i tour normalmente si effettuano a gruppi e solo il lunedì)!
Come sarà? Come andrà? E il mio inglese non perfetto?...questi sono i pensieri che affollano la mia mente ma che non intaccano l’entusiasmo di ciò che sto per vivere.
Doccia, abbondante colazione all’inglese e via verso lo stadio con largo anticipo: prima rifaccio il giro della sera precedente intorno alla struttura con la luce del sole per rivedere bene il tutto (a differenza della notte prima scorgo anche la statua del mitico Sir Alf Ramsey), poi alle 8.30 apre lo shop e ho giusto una mezzoretta per darmi alla pazza gioia degli acquisti prima dell’appuntamento!






Lo store è meraviglioso su due piani e si trova di tutto! Il secondo piano ha una vetrata che da sul campo da gioco, pelle d’oca!

Finisco le mie compere e vado a passo spedito verso l’entrata principale.

Al gabbiotto, appena dopo varcato il cancello, mi presento; il custode è gia a conoscenza del mio arrivo e mi fa scortare da una bellissima ragazza che lavora negli uffici dello stadio fino alla reception dove lì aspetto Camilla. La reception è davvero accogliente piena di cimeli, nell’attesa (sono arrivato qualche minuto prima) addirittura la donna delle pulizie chiede scusa e spegne l’aspirapolvere per non disturbarmi, il tempo di dirle che non c’è problema ed ecco che arriva puntualissima Camilla…che accoglienza, sono subito a mio agio!
Abbiamo solo mezzora (Camilla poi ha una riunione alle 9.30) e iniziamo subito il nostro tour dalla dressing room, un lungo corridoio con tutti gli spogliatoi: quello dell’allenatore, quello degli arbitri, quello degli ospiti e quello della squadra.




Alla fine del corridoio entriamo nel tunnel che porta al terreno di gioco, lo percorriamo ed eccoci a bordo campo!

Che emozione!
Cerco di guardare, respirare e immagazzinare quegli istanti il più possibile.
Camilla mi scatta una foto come si fa con i nuovi giocatori che firmano per il club  e poi mi porta a percorrere il bordocampo fino alle panchine.



A questo punto Camilla mi fa un grosso regalo: mi dice che non si potrebbe, ma tanto non c’è nessuno che ci vede, e mi chiede se voglio fare due passi, non di più, sul terreno di gioco…non me lo faccio ripetere una seconda volta e varco la linea bianca: vorrei correre per tutto il campo, magari pure con un pallone da calciare, ma so che non si può fare e mantengo l’autocontrollo; mi accontento di fare questi due passi assaporando al massimo quegli istanti e ri-esco verso la panchina immaginando Paul Jewell che mi richiama per regalarmi la standing ovation a pochi minuti dalla fine di una partita dove ho segnato la rete decisiva con tutto il pubblico che mi applaude…sono malato? Lo so, ma se la mia malattia è questa mia passione ne sono orgoglioso!
Rimango a bordocampo a guardarmi intorno, ci rimarrei per non so quanto tempo; Camilla lo sa ma mi deve disincantare e dirmi di andare via, abbiamo ancora delle cose da vedere!



Rientriamo nelle tribune e saliamo al livello superiore, dove si trova il corrispettivo della nostra "sala VIP" nei nostri stadi: ristorante, salotto e tribuna d’onore; da qui la visuale sul terreno di gioco e le tribune è fantastica, Camilla mi dice che è la sua preferita e non si può darle torto.
Nei corridoi è pieno di quadri con maglie e foto storiche mentre le sale sono piene zeppe di cimeli: su tutti la coppa dei play offs vinti nel 2000 e la replica in miniatura della FA cup vinta nel 1978.
Il tour ormai è giunto al termine, sono felice ma consapevole che il turbinio di emozioni che ho vissuto non mi rende ancora consapevole (scusate la ripetizione) di ciò che è appena avvenuto e che mi renderò conto di tutto questo solo col passare del tempo. Saluto Camilla, con la quale faccio una foto, e mi dirigo soddisfatto verso l’uscita dove il classico cartello presente in ogni stadio inglese che si rispetti mi ringrazia per la visita e dove il custode mi da l’arrivederci!




Ora devo andare alla biglietteria appena lì fuori a ritirare i miei biglietti per il bus e la partita per la trasferta del giorno dopo a Bristol!
Dopo aver ritirato il tutto mi sposto verso il centro della città in direzione della Town Hall dove, in occasione del trentesimo anniversario dalla conquista della coppa UEFA del 1981, c’è una mostra gratuita ove sono esposti diversi cimeli delle partite europee dell’Ipswich denominata IPSWICH IN EUROPE.













Dopo tutta questa scorpacciata di calcio posso adesso girovagare per la Town in tutta tranquillità approfittando anche del fatto che il venerdì è possibile effettuare il giro per la città col bus turistico a due piani scoperto.
Quindi via per la Princess street fino alla Town Hall, passando da Buttermarket (affollatissima con tutti i sui negozi) salendo fino al fantastico Cristchurch park per scendere alla Wolsey gate e poi spingermi fino al porto sul fiume Orwell buttando l’occhio qua e là per ammirare le 7 chiese medioevali perfettamente custodite presenti in città. Tutto questo si può fare a piedi, la città è medio piccola, a misura d'uomo e il centro storico è raccolto; grazie al bus però vedo anche la periferia e la caratteristica campagna, passo anche dal museo dei trasporti (tra i più importanti del Regno Unito) che ahimè al momento del mio passaggio è chiuso.
La città è bellissima, anche molto più di quanto mi potessi aspettare!
Una curiosità: Ipswich è il sito più antico da sempre abitato d’Inghilterra!









Tra giri, camminate e shopping è arrivato il momento della cena e del riposo; non è mica finita qui e il giorno dopo sarà tostissimo!


Day 3 – sabato 6 agosto 2011


Dopo una bella dormita (questa volta il sonno ha preso il sopravvento anche sulle emozioni) e aver fatto i conti con qualche vescica dovuta alla camminata del giorno prima, eccomi puntuale alle 8.30 davanti alla Cobbold stand a Portman Road pronto a prendere il bus che ci porterà a Bristol per la prima partita stagionale!
Io salgo sul bus numero 2, in totale sono quattro. Per chi si aspetta un viaggio birra, cori e festa (un po’ me lo aspettavo anch'io francamente) non è così: niente alcool e tutti composti e rispettosi in attesa dell’evento sportivo. Il viaggio è lungo (più di 5 ore senza contare la sosta in autogrill), d'altronde è un “coast to coast” e dobbiamo arrivare fino all’altra costa.
Alle ore 14 circa siamo all’Ashton Gate, la casa del Bristol City FC.



Scendiamo dal bus parcheggiato vicino all’entrata che porta al settore ospiti. Non c’è polizia, ed entriamo insieme ai tifosi dei robins (i pettirossi, questo è il soprannome del Bristol).
Compro il programma del match (non farlo in Inghilterra è un sacrilegio; sarebbe come chiedere a un devoto di seguire la messa senza foglietto) e mi metto davanti ai tornelli.
Mi sento un vero supporter anglosassone e ciò mi fa star bene.
Aspetto Liz, la mia referente per tutto ciò che riguarda questa mia tre giorni, una sorta di tutor: senza di lei ad esempio il tour del giorno prima non lo avrei mai fatto e anche il reperire i vari biglietti sarebbe stato più difficile.
Ci incontriamo, mi presenta suo marito, e dopo i convenevoli entriamo allo stadio passando dai i tornelli dagli spazi angusti tipici degli stadi d’oltremanica.
L’Ashton Gate è davvero bello, col classico stile degli impianti britannici; 4 tribune dritte, senza angoli e addirittura la tribuna del nostro settore con i pali che sorreggono il tetto!


Mi vengono presentati altri tifosi blues e si parla del più e del meno: dei nuovi acquisti, delle differenze con la squadra della scorsa stagione ecc…e non mi faccio trovare impreparato.
Mi rimane impressa una frase di un signore che mi dice: “you’re here from Milan for support Ipswich? You’re a brave man!” io non posso far altro che sorridere e fare tesoro del complimento.
Sono tutti cordiali con me; mi mettono a mio agio e l’attenzione nei mie confronti, quando scoprono che sono italiano (soprattutto grazie alla bandiera italiana col simbolo del branch che ho preparato apposta per la trasferta), non mi mettono in soggezione; sono curiosi ma tutti molto rispettosi e cortesi.



Il nostro settore si riempie di persone di ogni età: uomini, ragazzi, famiglie, bambini e soprattutto tante donne (in un recente sondaggio l’Ipswich risulta la squadre al secondo posto del calcio inglese con sostenitrici di sesso femminile – ben il 25%) arrivati sulla costa ovest con tutti i mezzi: bus, macchine e treni. Alla fine saremo 1.700 tractor boys, complice la bella stagione e il fatto che sia la prima di campionato, arrivati fino a Bristol (una delle trasferte più lunghe partendo da Ipswich) per seguire il match e sostenere la squadra!
“Oh when the town go marching in, oh when the town go marching in, I want to be in that number, oh when the town go marching in!”
È proprio vero che in Gran Bretagna il calcio è cultura e tradizione: una religione! E il legame che c’è qui tra squadra, tifosi e territorio non c’è in nessuna altra parte del globo.
Questo gia lo sapevo, ed è per questo che amo il calcio della terra d’Albione, ma averne un’ulteriore conferma non può che farmi piacere.
Mi viene spiegato che i supporters dell’Ipswich sono (e sono considerati) molto tranquilli e non ci sono mai problemi nelle trasferte; si può andare benissimo con addosso la maglia royal blue che non ci sono problemi di nessun tipo e anche la polizia non si scompone più di tanto al seguito della blue army, solo il minimo indispensabile.
Unica eccezione il derby dell’East Anglia contro gli acerrimi e odiati rivali del Norwich.



Nel frattempo i giocatori hanno ultimato il riscaldamento, lo stadio si riempie e ora è tutto pronto. L’atmosfera è festosa e l’adrenalina sale. Le squadre entrano in campo mentre vengono lette le formazioni, si fa un minuto di applausi (si avete capito bene, non di silenzio ma di applausi per rendere omaggio) per Jack White, vecchia gloria del Bristol appena scomparsa, e si comincia!



La stagione 2011/12 ha inizio!
Lungi da me fare la cronaca della partita; per quello ci sono gia fior fior di giornalisti, media e vari mezzi di comunicazione che lo sanno fare molto più del sottoscritto.
La partita meglio di così non può andare: al quarto d’ora il nuovo acquisto, la punta di diamante, Mchael Chopra porta in vantaggio il Town che nella ripresa (mentre attacca verso il nostro settore) dilaga: lo zero a due porta la firma di Lee Martin (che non segnava da tempo immemore) in contropiede, mentre la terza rete la mette a segno ancora il bomber di razza Chopra con la partecipazione del portiere del Bristol David James in versione Calamity James!
“There’s only one Chopra” .


"Three - no to the tractor boys..."
Ottima la prestazione di "Chops" come degli altri nuovi arrivi: Lee Bowyer, JET (Jay Emmanuel-Thomas), Cresswell e soprattutto del nuovo portiere David Stockdale (che ha preso il posto del partente Fulop), davvero bravo e chiamato in serata da Capello in nazionale in vista della partita contro l'Olanda.
L'estremo difensore dell'Ipswich è stato l'unico giocatore proveniente del Championship presente nella lista dei convocati.
A proposito di Championship: non si può paragonare alla nostra serie B.
L’atmosfera è fantastica e per i puristi del calcio inglese è meglio di quella della Premier, stadi (storici) pieni (per l’occasione 15.000 spettatori) e un livello molto alto: vi partecipano squadre del calibro di West Ham, Nottingham, Leeds ecc...e calciatori che giocano regolarmente nelle rispettive rappresentative nazionali...
Quale altro campionato di “seconda divisione” si ferma in occasione delle partite di qualificazioni agi europei e ai mondiali?
Ok magari a volte si vede qualche errore di troppo, ma a che ritmi vanno? Dal vivo poi è impressionante!
Per non parlare del fatturato che porta questa lega ad essere il quinto campionato in Europa dopo Premier, Liga, Serie A e Bundesliga.
Se poi ci mettiamo che la finale dei play offs è la partita più ricca del pianeta (anche più della finale di Champions League) e mette in palio ben 80 milioni di sterline, non bisogna proprio aggiungere altro.
Tornando a noi: partita fantastica e come inizio di campionato un bel 3 a 0 in trasferta non è niente male! Qualcuno mi dice pure che porto fortuna!
“And it’s Ipswich Town, Ipswich Town FC! We’re the finest football team, the world has ever seen!”
Al termine dell’incontro è il momento dei saluti e il momento di ritornare al bus, sul quale durante il viaggio di ritorno, tra un pisolino e l’altro, mi connetto col telefono sul sito dell'ITFC e leggo l’intervista a Chopra, il gran protagonista dell’incontro, che ringrazia i tifosi dedicando loro la vittoria per il lungo viaggio fatto per seguire la squadra…non mi sono mai sentito così partecipe! Il viaggio in effetti, come gia rimarcato in precedenza, è lungo e quando finalmente arriviamo alle 22 circa a Ipswich mi fiondo subito in albergo, stanco ma felice…non dimenticherò mai tutto questo!


Day 4 – domenica 7 agosto 2011


È giunta l’ora del rientro in Italia, un ultimo giro per la città che si risveglia col ritmo lento della domenica e poi di nuovo bus e aereo fino a casa…
Che esperienza incredibile, poi il fatto di averla fatta da solo la rende un po’ speciale, come un sogno: un sogno che è diventato realtà!
Tra poche ore sarò di nuovo in Italia e sarà come svegliarmi e sarà un risveglio fantastico…
Ipswich avrà sempre un posto speciale nel mio cuore!

Simone Longo
ITFCIB



giovedì 24 marzo 2011

A 30 MINUTI DA WEMBLEY


da UK football, please
Martedì 25 gennaio 2011, finalmente ci siamo! Corono il sogno: sono a Londra a vedere una partita di calcio inglese! E per di più una partita del “mio” Ipswich contro l’Arsenal nella semifinale di ritorno di Carling Cup (coppa di lega). I blues, che navigano nella media-bassa classifica nel Championship (la serie B inglese), hanno addirittura vinto la partita di andata, in casa, a Portman Road per 1 a 0! Arrivo nel pomeriggio nella capitale britannica con mio fratello (colui che mi ha trasmesso la passione per i tractor boys) poi, giusto il tempo di lasciare i bagagli in albergo e di ritirare i biglietti della partita in un altro hotel, ci dirigiamo all’Emirates Stadium. Mancano ancora 2 ore all’inizio del match ma non vogliamo perdere l’occasione di arrivare con largo anticipo allo stadio per gustarci ogni attimo che precede l’incontro. Gia sulla metro iniziamo a intravedere i primi tifosi dei gunners che indossano tutti rigorosamente la splendida casacca rossa con maniche bianche. Una volta usciti dalla stazione della tube Arsenal percorrendo la strada che porta allo stadio possiamo dare sfogo alla nostra voglia di calcio british girando per le varie bancarelle (dove si può trovare di tutto: dalle spille alle scarpe autografate dei calciatori) e poi nel più moderno store dell’Arsenal. Eccoci poi allo stadio: bello, imponente e soprattutto moderno…eh già, forse l’Emirates non da proprio l’aria del classico stadio inglese (come magari potrebbero darla gli stadi più “vecchi”) ma è davvero un gioiellino.
Decidiamo di fare un giro intorno al perimetro esterno dove ci intratteniamo con diversi tifosi arrivati da Ipswich (ben 9.000, e forse anche di più, per l’occasione) poi decidiamo di entrare nell’impianto. Abbiamo degli ottimi biglietti, nel settore migliore (il club level) dove ci sono ristoranti, bar, negozi ufficiali e punti scommesse in ogni dove!
Con grande entusiasmo vediamo che i nostri posti sono proprio dietro la porta sopra il settore riservato alla tifoseria ospite! Ovviamente (in terra di Albione si usa entrare allo stadio all’ultimo) ad un’ora del calcio d’inizio le tribune sono ancora deserte (ci sono solo gli stewart) e noi ne approfittiamo per fare un giretto sugli spalti e qualche foto.
Anche dall’interno non possiamo che confermare la nostra opinione: lo stadio è fantastico un ambiente caldo, accogliente, dall’ottima visuale in ogni postazione, curato in ogni dettaglio con poltroncine con schienale imbottite anche nei posti meno costosi. Vedere una partita in un posto del genere è davvero un piacere! Magari per i nostalgici non è il massimo, ma personalmente penso sia giusto che il calcio debba andare al passo coi tempi: sono abituato a S.Siro (sono di Milano), ho visto il Camp Nou e il Bernabeu (3 monumenti del calcio) ma qui è un’altra cosa, il tifoso è al centro dell’attenzione! Inoltre, trovo giusto che una compagine del calibro dell’Arsenal abbia uno stadio da almeno 60.000 posti. Iniziano ad entrare i tifosi dell’Ipswich, una muraglia umana; ragazzi, uomini, donne, bambini, famiglie un vero e proprio esodo. Oltre 9.000 persone che affollano tutto il settore sotto di noi e parte anche di quello sopra. Ricordano a squarcia gola che si parte dall’ 1 a 0 dell’andata e quando iniziano ad entrare i giocatori per il riscaldamento è vero putiferio, che entusiasmo!!! Dopo qualche minuto, nell’altra metà campo entrano a scaldare i motori anche Fabregas e compagni mentre le mascotte delle 2 squadre sono gia a bordo campo a intrattenere il pubblico. Ormai manca poco, quasi non ci crediamo!
Lo speaker annuncia l’evento e chiede al pubblico se è pronto… pelle d’oca! Ovviamente anche noi siamo più che pronti ed ecco che poi viene dato (sempre dallo speaker) il benvenuto ai tifosi ospiti (cosa che da noi non immaginiamo nemmeno). Quando i giocatori blues sono ancora in campo a riscaldarsi viene annunciata la formazione dell’Ipswich; i tifosi sono in delirio, i giocatori stracarichi e un brivido ci percorre la schiena. Viene poi annunciata anche la formazione dei gunners, viene premiato Nasri come miglior giocatore del mese di dicembre e ormai è tutto pronto! Sono finalmente le 19.45, gli spalti si riempiono sempre di più ed arrivano a esser gremiti gli spettatori sono oltre 59.000 (cosa impensabile da noi, anche per una semifinale, per una partita di coppa nazionale) e le squadre entrano in campo. Il colpo d’occhio è magnifico: Arsenal nella classica divisa con maglia rossa con maniche bianche, pantaloncini e calzettoni bianchi. Ipswich in completa tenuta royal blue con bordi bianchi. Pallone della Mitre. E’ tutto perfetto!
La partita inizia. I tifosi di casa incitano per la rimonta (all’andata l’Ipswich si era imposto per 1 a 0) mentre i tifosi ospiti, forse un po’ ingenuamente, ci credono e tifano ruggendo come non mai!
Il motivo della partita è ovvio: I gunners attaccano e tractor bpys si difendono all’estremo delle forze. Mentre scorre il gioco facciamo un’altra considerazione: che ritmo! Il doppio rispetto al calcio nostrano…poi magari da noi in Italia c’è più tattica, ma in Inghilterra si fischia poco è puro divertimento! Ovazioni a ogni bel passaggio a ogni tackle, a ogni rimessa, a ogni corner e tiro; è spettacolo alla massima potenza! Il tempo passa e il fortino dei blues regge, finisce il primo tempo sul risultato di 0 a 0. I tifosi venuti da Ipswich iniziano a credere nell’impresa e iniziano ad intonare cori sul loro viaggio a Wembley in vista della finale (il classico motivetto sulle note di “que serà”) e un po’ iniziamo a crederci anche noi. Inizia la ripresa, Arsenal sempre più in avanti e Ipswich sempre più a difendere a più non posso il risultato. I giocatori in maglia rossa sono nettamente superiori e si vede ma quelli in maglia blu con grande orgoglio e cuore ci mettono l’anima e tengono botta, ma dopo circa un quarto d’ora dall’inizio della ripresa la pressione dell’Arsenal porta i suoi effetti: Bendtner entra in area da sinistra, rientra e mette a segno un gran goal, 1 a 0 gunners! Risultato ora in perfetta parità in virtù di quello dell’andata, se finisse così si andrebbe ai supplementari. Ma non passano nemmeno 5 minuti ed ecco che l’Arsenal raddoppia: la rete la mette a segno Koscielny di testa approfittando di un’uscita maldestra di Marton Fulop (fin lì ineccepibile). Un uno-due del genere, che stenderebbe un toro, stende anche l’Ipswich ma non i suoi tifosi che gridano sempre come se fossero in vantaggio e come se nulla fosse successo. I blues a questo punto cambiano interpretazione del match e cercano di provare a creare qualche difficoltà alla squadra di casa (qualche calcio d’angolo e nulla più) che ne approfitta e in contropiede mette a segno il 3 a 0 definitivo con il suo capitano: il grande Cesc Fabregas. Orami la partita volge al termine, la sciarpata biancorossa può sventolare nel cielo più garrula che mai: è l’Arsenal che va a Wembley per la finale e i cori ora sono tutti per i tifosi di casa che sbeffeggiano quelli ospiti! I tifosi tractor boys rispondono a loro volta dicendo che i veri supporter sono loro visto che cantano anche sotto 3 a 0 e non solo a risultato acquisito!
La partita finisce, i giocatori dell’Arsenal possono esultare davanti al proprio pubblico, mentre i giocatori ospiti vengono ad applaudire i loro tifosi e a riceverne l’appauso, hanno dato tutto anima e corpo in perfetto english football style! Lo speaker annuncia che l’Arsenal è in finale e fa i complimenti agli avversari, che cultura sportiva! Da segnalare la prestazione, oltre dei marcatori, di Wilshire eletto man of the match per l’Arsenal e di Carlos Edwards e il talento Connor Wickham (del quale sentiremo sicuramente parlare in futuro) per l’Ipswich.
Per noi appassionati di calcio inglese è un’esperienza fantastica! Anche se il sogno Ipswich si è infranto sul più bello, bisogna dare atto ai blues di aver tenuto inviolata la propria porta per 2 ore e mezza (tra andata e ritorno) contro i ben più quotati gunners, ovviamente di aver vinto la gara di andata e di essere arrivati a mezzora da Wembley! A Wembley ci va con merito l’Arsenal e noi torniamo verso la metro (che tonfo al cuore i poliziotti a cavallo!) felici ed entusiasti…anche noi il giorno dopo, anche se solo per un tour guidato, dobbiamo andare a Wembley!
di Simone Longo

CHE BELLA IPSWICH!


da uk football, please
Era tanto che sognavo d’andare ad Ipswich, ben 26 anni! Ovvero dal 1981, anno in cui l’Ipswich Town vinse la Coppa Uefa ed in quella squadra di una piccola cittadina rurale del sud-est d’Inghilterra giocavano giocatori formidabili, sotto la sapiente conduzione di un signore che negli anni a venire sarebbe diventato uno dei più grandi manager inglesi: Bobby Robson. Le immagini del Guerin Sportivo delle vittorie contro squadre come l’Aris di Salonicco, Bohemians, Widzew Lodz, St.Etienne, Colonia e per finire nella doppia finale contro gli olandesi dell’AZ 67 sono rimaste per sempre impresse nella mia mente. A settembre di quest’anno in un tour a Londra per vedere un match dell’Arsenal sono riuscito ad organizzare una “scappata” insieme al mio compagno di viaggio Leo per fare un giretto ad Ipswich. E’ domenica ed alla stazione di Liverpool Street (Londra) ci troviamo davanti una sorpresa che potrebbe farci desistere. Quando chiediamo i biglietti del treno, infatti, ci viene detto che dobbiamo scendere dal treno e prendere un autobus ad una 30ina di Km da Ipswich causa lavori sulla linea ferroviaria. Ci facciamo coraggio e ci imbarchiamo lo stesso sul treno che porta qualche famigliola nelle campagne a ridosso di Londra per godere della splendida giornata di sole. Alla fermata prestabilita scendiamo e davanti a noi si mostrano in tutta la loro precarietà una decina di autobus pronti a sobbarcarsi in un giorno di festa un lavoro extra. Il viaggio è comunque piacevole anche perché le campagne intorno a noi sono più illuminate del solito grazie ad un sole fantastico. Avvicinandoci alla cittadina non possiamo non notare l’imponente struttura del Portman Road, lo stadio dei Tractor Boys (nomignolo affibbiato ai tifosi dell’Ipswich). Alla fine del nostro viaggio scopriamo che l’impianto è proprio nei paraggi della stazione, per cui basta fare 400 metri a piedi per arrivarci. Il giorno prima l’Ipswich ha vinto contro il Coventry per ben 4-1 ed oggi lo stadio è chiuso, davanti un mercatino dell’usato lo anima un poco ma il giro intorno lo rendono un fortino che di “battaglie ne ha vinte”. La statua di Sir Alfred Ramsey , allenatore che riuscì a portare alla vittoria del titolo nel 1961/62 e che poi pensò bene di vincere il Campionato del Mondo nel 1966 alla guida dell’Inghilterra, riuscendo così ad alzare la Coppa Rimet, tiene compagnia alla statua di Sir Bobby Robson. Anche lui guidò la Nazionale dopo l’uscita di scena di Greenwood dopo i mondiali di Spagna ed è con lui che l’Ipswich Town nel 1981 vinse la Coppa Uefa ed arrivò ad un passo dal titolo, poi andato all’Aston Villa. Nella mia mente scorrono immagini mai viste che avrei voluto vivere sul posto, quella squadra era un mix di tecnica e potenza, Cooper in porta, in difesa Mills, Osman, Butcher ed i due olandesi Thyssen e Munhren, il giovane McCall, Gates e John Wark e sostegno del “massiccio” Alan Brazil e di Paul Mariner. Mi viene in mente la vittoria nella partita d’andata per 3-0 con gli olandesi dell’AZ67 ed il ritorno il 20 maggio del 1981, con la sconfitta per 4-2 che non negò alla squadra dell’East Anglia d’alzare la Coppa. Il giro attorno al Portman Road finisce ed a noi non rimane che andare al centro e visitare la città, le vie centrali come molte cittadine di provincia inglesi oramai sono tre o quattro streets pedonali dove si accorpano tantissimi negozi e dove lo shopping diventa unico ad assoluto obiettivo. Verso l’ora di pranzo ci è riuscito difficile trovare un pub “old style”. Quelli che incrociamo sono di nuova generazione, belli per carità, ma almeno per noi mancano di fascino, anche se le televisioni con il canale sportivo o le partite live non mancano mai. La giornata favorisce anche la passeggiata al River Orwell, dove il mare incontra il fiume New Cut. Con più tempo a disposizione ci saremmo potuti spingere verso il mare e la spiaggia, ma ahinoi era ora di tornare a Londra. Ma di sicuro tornerò, anche perché non si può non vedere una partita al Portman Road.
di Max Troiani, da UKFP n° 21 - dicembre 2007

QUALCOSA CHE MI RICONCILIA COL CALCIO


Sono Simone abito a Milano e sono tifoso dell'Ipswich town!Trovo il fatto di supportare una squadra come quella dei "tractor boys", come un qualcosa che mi riconcila col calcio.Mi spiego meglio: anch'io ovviamente sono un tifoso di calcio nostrano, di una squadra di livello ben più alto e molto più prestigiosa dei "blues"(sono tifosissimo del Milan)...ma ogni volta che mi tuffo in internet a guardare siti, risultati e informazioni sulla squadra del Suffolk, mi sembra di staccare e di andare sulla mia personale isola deserta, dove riconciliarmi con il calcio, un calcio più genuino e più vicino alla mia idea di tifo e di sport! Ma perchè proprio l'Ipswich Town? Tutto comincia sin da quando ero bambino, con mio fratello, che è molto più grande di me, che ogni volta che giocava con me a Subbuteo prendeva la squadra blu e faceva sempre l'Ipswich Town!Il tutto perchè ricordava molto bene le imprese della squadra legate agli anni in cui la allenava il mitico Bobby Robson. culminati nella vittoria della coppa uefa del 1981 (io non c'ero nemmeno, sono nato un anno dopo!) e aveva ancora nel cuore, sebbene fossero passati diversi anni, quelle serate europee immaginate dalle radiocronache o viste sulla televisione in bianco e nero!Il mio "matrimonio" ufficiale, dove giuro amore al club, però arriva nel 2001 in occasione della sfida di coppa uefa contro l'Inter. La partita di andata la guardo in tv, ma a quella di ritorno, nello stadio della "mia" città, non posso proprio mancare! E' il 6 dicembre 2001 quando mi aggiro nei dintorni dello stadio con il mio amico Luga e riusciamo a comprare i biglietti al primo anello blu (settore allora riservato ai tifosi ospiti durante le partite casalinghe dell'Inter) e riesco a coronare il mio sogno: quello di andare a tifare la squadra in mezzo ai suoi sostenitori! Da quella sera è stata passione allo stato puro, finalmente avevo trovato qualcosa che aveva dei veri valori nello sport. Di certo non mi sono innamorato del bel gioco o dei fuoriclasse dell'Ipswich (visto il livello e che quella sera perse ben 4 a 1!), ma di ciò che ho vissuto.In primis erano arrivati a Milano in più di 10.00. Poi, nonostante il risultato fosse 4 a 0 il pubblico incitava la squadra come se fosse la finale di coppa del mondo; al gol del 4 a 1 (su rigore proprio sotto la "nostra" curva) è esploso un boato manco fosse il rigore decisivo di Grosso a Berlino nel 2006!!! A fine partita applausi reciproci tra la squadra venuta sotto la curva e i tifosi: i primi per ringraziare i supporter per essere accorsi in massa e aver sostenuto la squadra con tutto il cuore fino alla fine, i secondi per ringraziare la squadra per essersi battuta dando tutto quello che poteva dare (in Italia non succederà mai perchè dopo una sconfitta per 4 a 1 i giocatori verrebbero massacrati).Tutti partecipavano al tifo, senza criticare, incoraggiando e basta, prima, durante e dopo la partita in modo civile. Per quanto mi riguarda, conta anche il trattamento che ho ricevuto: mi hanno accettato alla grande, cercavano di capire perchè ero lì, cercavano di insegnarmi i cori e di raccontarmi qualcosa sul club. Poi quando mi hanno visto tirare fuori dalla tasca una bandiera inglese, mi hanno fatto diventare a tutti gli effetti uno di loro! A fine partita mi hanno anche omaggiato con una sciarpa, come segno di riconoscimento per aver tifato con loro...insomma, altra categoria!Pensavo che certe cose succedessero solo nelle favole, o almeno nella mia testa, per l'ideale che ho io di tifo e di sport! Da quella sera coltivo il desiderio di andare a Portman Road (lo stadio dell'Ipswich) e ci vorrei andare almeno una volta nella vita. Comunque non passa un sabato -o qualsiasi altro giorno giochino- che non mi informo sul risultato, e quando c'è l'opportunità di vedere una partita in diretta in pay tv o in streaming non me ne perdo una! Spero di non avervi annoiato con la mia storia, un abbraccio a tutti coloro che l'hanno letta e...come on Ipswich!
di Simone Longo